Pianificazione finanziaria in Italia: domanda e offerta disallineate.

Due ricerche evidenziano il mismatch tra domanda e offerta di pianificazione finanziaria nel nostro paese.

A stretto giro sono uscite due ricerche che partendo da presupposti diversi dimostrano come in Italia esiste una domanda di consulenza finanziaria che purtroppo non trova un’offerta adeguata.

La Banca d’Italia nella sua seconda ricerca internazionale sul livello di alfabetizzazione finanziaria, anticipata in occasione del 10 forum sulla consulenza indipendente, ha evidenziato come gli italiani continuano a soffrire di presentismo, nonostante abbiano migliorato le competenze finanziarie di base.
Anzi, hanno addirittura peggiorato la capacita di pianificare e fissare obiettivi di lungo periodo, confermando che non basta conoscere per modificare i comportamenti finanziari in relazione al tempo.
Questi fattori hanno aumentato negli italiani la consapevolezza di un bisogno di consulenza finanziaria che li aiuti a pianificare i propri obiettivi di vita.

Alle stesse conclusioni arriva anche l’annuale indagine realizzata da Acri – Ipsos intitolata “Gli Italiani e il Risparmio” presentata in occasione della 96esima giornata mondiale del risparmio.

Sale il risparmio perché i consumi vanno giù

La riduzione delle occasioni di consumo che c’è stata durante il lockdown, ma anche negli anni precedenti, ha favorito il risparmio e incentivato ancor più la propensione degli italiani a risparmiare, per poter far fronte agli imprevisti con risorse proprie.
In sintesi sale il tasso di risparmio come conseguenza della riduzione dei consumi dovuti al contesto di incertezza.

Risparmio uguale presentismo

Il risparmio è ancora liquidità. L’accumulo di liquidità rappresenta per il 46% italiani una fonte di tranquillità e accentua rispetto al 2019 la ricerca di questa forma di autotutela in un contesto incerto.
Si conferma, quindi, la tendenza degli italiani nel posizionare il risparmio in accumulo di liquidità per il 63% della popolazione, sebbene si osservi un progressivo crescente orientamento verso l’investimento di almeno una piccola parte del proprio denaro, privilegiando gli immobili (33%) o strumenti finanziari meno rischiosi (29%).

Italiani e obiettivi a lungo termine

Gli italiani sono preoccupati per le prospettive che si muovono nell’orizzonte temporale di dieci o venti anni. Il 35% degli italiani risparmia senza pianificazione o precise finalità, dice l’indagine Acri-Ipsos, mentre il 65% risparmia avendo in mente progetti ed esigenze future così suddivise: 38% esigenze immediate, 33% medio termine, e solo il 28% a lungo termine.

Domanda senza risposta.

Le due ricerche mettono in evidenza come il clima di incertezza che stiamo ancora vivendo ha fatto crescere complessivamente il risparmio privato, ma è un’accumulazione che non si traduce in investimenti.
Miliardi di euro nei conti bancari dimostrano che esiste un bisogno di consulenza che non trova l’offerta adeguata.
E il risparmio senza fiducia si rifugia nei conti bancari.‬

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