Robot Advisor o Robot for Advisor ?

Aggiungo una considerazione evidenziando in quali attività i robot advisors possono essere utilizzati con profitto in una piattaforma( profilatura del cliente, modelli di asset allocation, strategie di investimento), facendo chiarezza sulle diverse modalità attraverso le quali può essere prestata la consulenza automatizzata (robot advice puro o robot advice ibrido)  enfatizzando così il rapporto che si può creare tra consulente fisico e robot advisor.(modello ibrido che tutti riconoscono  come la soluzione ottimale)

Commenti

  • Sarebbe utile focalizzarsi di più sulla parola “advisor” piuttosto che sulla parola “robo”, poiché nella maggioranza dei casi non sono dei robot a gestire il portafoglio ma consulenti aiutati dalla tecnologia. La relazione necessaria per  pianificare gli obiettivi di vita del cliente resta una relazione Human to Human.



  • Sarebbe meglio focalizzarsi sulla pianificazione finanziaria goal based investing e non su costruire portafogli dove la tecnologia riesce ad essere molto più efficace di un consulente.
  • Il fintech è un fenomeno complesso. Nei prossimi anni, le capacità di raccolta ed elaborazione dati saranno sempre più appannaggio delle macchine, in questo aspetto, la tecnologia aiuta il consulente non lo sostituisce. Anzi rappresenta un moltiplicatore di efficienza necessario per affrontare il cambiamento in atto nel mondo della consulenza finanziaria.
  • Difficile pensare di affidare i propri soldi ad un robot..credo che la relazione umana sia fondamentale in tal senso..diversa è la considerazione sulla capacità di svolgere le attività tipiche o processi produttivi del consulente dove la tecnologia è fondamentale e più efficiente. 
  • Intanto sono già 8 le società che offrono un modello ibrido di consulenza con TER intorno all'1% e crescono con un tasso annuo del 107%.
  • intanto anche se lentamente questo modello di servizio inizia adiffondersi come conferma l'osservatorio Fintech & Insurtech.
    Il mercato italiano dei Robo Advisor a fine 2018 conta più di 20mila sottoscrittori, con i clienti attivi che investono in media fra i 20mila e i 30mila euro. I salvadanai digitali, invece, sono stati utilizzati da oltre 250mila italiani, che generalmente accantonano piccole cifre per poi prelevarle all’inizio dell’estate o nel periodo natalizio.


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