Bocciati in educazione finanziaria!

A distanza di tre anni gli italiani si confermano al penultimo posto in Europa per alfabetizzazione

Nel corso del 10 Forum sulla consulenza finanziaria indipendente organizzato da Ascofind, sono stati anticipati i risultati della seconda indagine internazionale realizzata da Banca di Italia ad inizio del 2020, sul livello di alfabetizzazione finanziaria raggiunto nel nostro paese dagli adulti.

Come si definisce l’alfabetizzazione finanziaria?

L’indagine ha determinato il livello di alfabetizzazione degli italiani sommando i risultati ottenuti dai seguenti tre indicatori:

  • Conoscenze: intesa come la capacità delle persone di capire nozioni come l’inflazione, il tasso d’interesse, differenza tra tasso d’ interesse semplice e composto, diversificazione del rischio. Alle conoscenze finanziarie viene assegnato un punteggio che varia da 0 a 7.
  • Comportamenti: intesi come la capacità di pianificare i propri investimenti, di fissare obiettivi di lungo termine, di redigere un bilancio familiare.
    Ai comportamenti finanziari viene attribuito un punteggio che varia da 0 a 9.
  • Attitudini: intesa come atteggiamento verso il risparmio, alla massimizzazione del benessere finanziario di breve periodo a discapito del futuro, verso il risparmio precauzionale.
    La somma dei risultati ottenuti in queste tre categorie determina il livello di alfabetizzazione che può variare da un minimo di 1 a un massimo di 21.

Fanalino di coda

Nel 2017 quando è stata realizzata la prima indagine internazionale, il livello di alfabetizzazione finanziaria degli italiani si posizionava al penultimo posto, purtroppo il fondo della classifica viene confermato anche nel 2020 con un punteggio complessivo di 11,2, palesemente inferiore al punteggio medio di 12,7 realizzato dai 26 paesi che hanno partecipato alla ricerca internazionale.
Il gap si allarga ulteriormente nei confronti dei paesi OCSE che hanno un livello medio di alfabetizzazione finanziaria pari a 13.

La differenza di punteggio rispetto agli altri paesi in parte si spiega con la struttura socio-demografica italiana caratterizzata da una popolazione con bassi livelli di scolarizzazione e mediamente più anziana. Due fattori che incidono in maniera determinate sul punteggio di due indicatori come le competenze finanziarie e la capacita di pianificazione.

Fattori critici

A distanza di tre anni gli italiani restano in fondo alla classifica internazionale nonostante abbiano migliorato le competenze finanziarie (+0,4 rispetto al 2017), mentre hanno peggiorato lievemente i comportamenti finanziari(-0,2 rispetto al 2017), con le attitudini finanziarie in sostanziale pareggio e in linea con gli altri paesi europei.
Il risultato dall’indagine della Banca di Italia conferma come gli italiani continuano a soffrire di presentismo nonostante abbiano migliorato le competenze finanziarie di base.
Anzi, hanno addirittura peggiorato la capacita di pianificare e fissare obiettivi di lungo periodo, confermando che non basta conoscere per modificare i comportamenti finanziari in relazione al tempo.

In attesa della pubblicazione completa della ricerca resta il tema di come tradurre le conoscenze finanziarie degli italiani in comportamenti finanziari coerenti con le esigenze dei risparmiatori. In quest’ottica l’inserimento nelle scuole dell’educazione finanziaria come materia curriculare può, come accede in tanti paesi, migliorare l’alfabetizzazione finanziaria degli adulti di domani. Anche se, un tale percorso didattico produce effetti nel lungo periodo.
Mentre per gli adulti di oggi, generalmente refrattari alle aule, è il sistema della consulenza finanziaria che deve fare molto di più, per migliorare le capacita di pianificazione finanziaria degli italiani.

Tecnologia e Goal Based Investing

Per uscirne occorre invertire la tendenza aumentando la fiducia degli italiani verso servizi innovativi con un contenuto di consulenza finanziaria basata sulla pianificazione degli obiettivi di vita grazie a consulenti adeguatamente formati.(goal based investing)

L’utilizzo delle nuove tecnologie renderà disponibili nuovi strumenti a supporto dell’attività di consulenza evitando possibilmente di aumentare la consapevolezza dei clienti con modelli di educazione finanziaria tradizionali che, come evidenziato dal recente ricerca, si sono dimostrati poco efficaci.
Preferendo, piuttosto, sistemi formativi alternativi come il traning by using e la gamification, in grado di aumentare la user experience dei risparmiatori rendendo meno complicata la pianificazione degli obiettivi e la loro distribuzione nel tempo.

L’educazione ha due scopi, da una parte forma lo spirito, dall’altra prepara il cittadino.”

Bertrand Russell

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