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EDUCAZIONE FINANZIARIA.

Quello che gli italiani non sanno.

Prima di andare ad approfondire i tristi dati sull’educazione finanziaria (o dovremmo parlare di diseducazione!) evidenziamo una serie di
interessanti eventi che si sono svolti e si stanno svolgendo durante questo mese di ottobre.

 

#OttobreEdufin2019

Ottobre è il mese dell’Educazione finanziaria, promosso dal Comitato Edufin, comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria. Quest’anno alla seconda edizione, si ripropone di offrire a livello nazionale formazione e informazione ai cittadini, dai bambini in età prescolare, studenti universitari, agli imprenditori, famiglie e anziani, in un contesto di strategia nazionale dettata dal legislatore in tema finanziario, assicurativo e previdenziale.

All’interno del Comitato, diretto dalla professoressa Annamaria Lusardi, sono presenti quattro ministeri, oltre a Banca d’Italia, IVASS, Consob e Covip.

La giornata di apertura, il 9 ottobre, ha inagurato il mese dedicato all’educazione finanziaria, con la Giornata Nazionale sull’Educazione Assicurativa. Il mese si chiuderà il 31 ottobre con La Giornata Mondiale del Risparmio.

 

“Il contributo della consulenza all’educazione finanziaria”

Il 15 ottobre si svolto a Roma l’incontro organizzato da Ascofind, l’associazione per la consulenza finanziaria indipendente, intitolato “Il contributo della consulenza all’educazione finanziaria degli investitori”.

Due ore piene di contenuto di rilievo, in cui si sono susseguiti gli interventi di approfondimento di:

  • Magda Bianco, Capo del Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio della Banca d’Italia, nonché membro del comitato Edufin, ha discusso non solo delle iniziative del comitato in tema di informazione finanziaria, ma ha mostrato dati che hanno dipinto uno scenario allarmante;
  • Nadia Linciano, dall’Ufficio Studi Economici della Consob, ha portato in evidenza le ricerche effettuate sulle scelte di investimento delle famiglie;
  • Ruggero Bertelli, docente dell’Università di Siena, ha esposto un problema tanto grave quanto sottovalutato, quale la mancanza di informazione finanziaria e di trasparanze sui costi;
  • Mauro Panebianco, di EMEA Asset & Wealth Management Leader e PwC Italia, è intervenuto sulle attitudini dei risparmiatori e preso in considerazione il caso dei Robo-Advisors, i “consulenti online”.

Al termine di questi interventi, si è aperta una tavola rotonda, in cui sono sorte domande interessanti e spunti di riflessione che meritano una profonda riflessione.

Educazione finanziaria o “ineducazione”?

Ciò che ci rammarica della mancanza di informazione, non è il fatto in sè. Diciamo che potremo giustificarlo come dato di fatto, aspetto socio/politico, retaggio istituzionale. Infatti alla mancanza di educazione finanziaria si aggiunge il disinteresse. A queste occasione di formazione ci si ritrova sempre tra addetti ai lavori; i cittadini, per cui sarebbe nata questa strategia nazionale, erano quasi del tutto assenti.

Infine, dei sondaggi Consob hanno dimostrato quanto detto, confrontando le risposte degli italiani con la media delle risposte dei Paesi Ocse. In particolare, Magda Bianco ha evidenziato l’esito delle risposte a semplici quesiti:

Senza prelievi e depositi, quanto ci sarà dopo 1 anno in un conto
depositato con 100€ iniziali ad un tasso garantito del 2%?

 

Solo il 47% degli italiani risponde correttamente, il 65% nei Paesi Ocse.

“La relazione è diretta o inversa tra rendimenti obbligazionari e titoli
obbligazionari?”

 

Il 23% degli italiani sa che quando gli uni scendono, gli altri salgono e viceversa. Mente quasi il 40 % non riuscire ad ordinare correttamente per livello di rischio, fondi, azioni e obbligazioni.

È possibile ridurre il rischio di investimento acquistando diversi titoli e società?”

 

Anche questa volta, solo il 37% in Italia dà una risposta corretta,
mentre nei Paesi Ocse sono il 75%.

 

Al di là del valore delle percentuali, ci preme sottolineare che si tratta del futuro di ogni famiglia, di ogni cittadino e risparmiatore.

Essere in grado di scegliere permette ad ogni individuo di non cadere in errore. E non vogliamo fare una provocazione, quando diciamo che quasi tutti, per ingenuità e ignoranza (nel senso proprio del termine “ignorare, non sapere”), possiamo essere sedotti da advisor, consulenti, che fanno l’interesse di una società o di una banca e non quello del cittadino.

 

L’educazione ha due scopi, da una parte forma lo spirito, dall’altra prepara il cittadino.”

Bertrand Russell

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