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Nel 2020 cresce la domanda di consulenza finanziaria.

Gli italiani, però, pianificano poco e non conoscono i costi sostenuti.

 

Il rapporto Consob sulle scelte di investimento delle famiglie italiane conferma i fattori di criticità tra domanda e offerta di consulenza finanziaria nel nostro paese.

Sono alcune delle evidenze emerse dal “Rapporto per il 2020 sulle scelte di investimento delle famiglie italiane” presentato dalla Consob la settimana scorsa, che conferma come sia in crescita la domanda di consulenza finanziaria sebbene restino delle criticità sulla qualità e trasparenza dell’ offerta proposta dagli intermediari finanziari.

La pianificazione e definizione del budget

In linea con le precedenti rilevazioni la pianificazione e il controllo delle scelte finanziarie risultano poco diffusi: solo il 40% circa degli intervistati dichiara di avere un piano finanziario e quasi altrettanti di avere e rispettare un budget costantemente o saltuariamente.
In generale, il risparmio non è esplicitamente legato a obiettivi finanziari definiti. Più del 60% degli intervistati, infatti, accantona risorse al fine di fronteggiare eventi inattesi; inoltre rispetto alle rilevazioni precedenti la quota di individui che risparmiano senza uno scopo preciso è aumentata dal 17% al 25% .

Domanda di consulenza in crescita dell’11%

Nel complesso, ci si affida al supporto professionale fornito dal consulente o dal gestore nel 41% dei casi (in crescita dal 30% del 2019), mentre si decide autonomamente nel 29% dei casi (40% nella precedente rilevazione). Poco meno del 60% del campione dichiara tuttavia di consultare familiari e amici prima di effettuare una scelta (percentuale in crescita dal 45% rilevato nel 2019.
Gran parte degli investitori intervistati (85%) dichiara di monitorare i propri investimenti sebbene solo il 49% dichiari di farlo più di due volte in un anno . Nel 50% circa dei casi tale monitoraggio viene svolto autonomamente (33% tra coloro che ricorrono al servizio di consulenza).

Fattori critici: sfiducia – conflitto di interesse – percezione del valore

La scelta del consulente è guidata prevalentemente dalla segnalazione ricevuta dalla propria banca di riferimento e dalle competenze del professionista, mentre il principale disincentivo alla domanda di consulenza è rappresentato dalla sfiducia, seguito dalla convinzione che il servizio non sia necessario alla luce del limitato ammontare delle somme investite e della mancata percezione del valore aggiunto del servizio stesso . Le principali aspettative degli investitori nei confronti del consulente si riferiscono alle sue competenze e all’assenza di conflitto di interessi .

Trasparenza dei costi

Quanto alla remunerazione del servizio di consulenza, il 18% circa ritiene che sia un servizio prestato a titolo gratuito mentre il 54% ritiene che non abbia un costo per il cliente (in diminuzione dal 79% del 2019). Inoltre solo il 32% degli individui intervistati è disposto a pagare per il servizio .
Ovviamente bisogna fare due considerazioni in merito: se a due anni dall’ introduzione della Mifid II, il 72% degli investitori pensano che il servizio di consulenza che ricevono sia a titolo gratuito, o che non abbia un costo (pagato dalla banca), significa che esiste un problema enorme di trasparenza nella comunicazione obbligatoria dei costi sostenuti dagli investitori. Un fattore che incide di conseguenza sulla predisposizione a pagare un servizio che erroneamente si ritiene di ricevere senza alcun costo.
Chi sarebbe disposto a pagare un servizio gratuito?

Relazione e scambio informativo

Due clienti su tre hanno interagito con il proprio consulente durante l’ultimo anno (un dato in calo 5% rispetto al 2019). Non sempre, tuttavia, nei periodi di massima turbolenza sui mercati i clienti sono stati contattati e rassicurati direttamente dal loro professionista. Infatti, solo il 15% è stato contattato dal consulente, mentre il 21% ha ricevuto un’informativa scritta.

Conclusioni

Sebbene il rapporto Consob confermi una maggiore predisposizione delle famiglie italiane nel richiedere un servizio di consulenza agli investimenti restano immutati i fattori di criticità quali: scarsa pianificazione degli obiettivi finanziari, inconsapevolezza dei costi sostenuti, valore percepito e conflitto di interesse, che confermano come la domanda e offerta di consulenza siano disallineate.

Download rapporto Consob completo

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