Numero verde: 800 90 92 45 info@fairvalyou.it

BANCHE MINACCIATE DA AMAZON, FACEBOOK E GOOGLE.

I Big Data sono il nuovo scettro del potere finanziario.

Che lo scenario storico sia in repentina evoluzione lo abbiamo già più volte affermato. E in questi giorni ci viene confermato dalle manovre dei colossi digitali che sempre di più stanno soppiantando il ruolo delle banche.

Ma partiamo brevemente da un’analisi dei fatti, prima di esprimere le nostre considerazioni in proposito.

Apre le danze, lo scorso 28 dicembre, Amazon che diventa ufficialmente banca, ricevendo la licenza bancaria in Lussemburgo. Anche Facebook la ottiene in Irlanda, stessa cosa per Google ma questa volta in Lituania.

Brexit ci insegna, che se un’azienda prende la licenza in un Paese comunitario, ciò vale anche negli altri Paesi aderenti all’UE.

L’attacco in termini di concorrenza dei colossi della tecnologia arriva come una doccia fredda per le banche. Il loro tallone d’Achille sono certamente tutte quelle informazioni a cui i giganti del web hanno un facile e ragionato accesso: i Big Data.

Se un’azienda prende la licenza in un Paese comunitario, ciò vale anche negli altri Paesi aderenti.

Infatti, informazioni su cosa ci piace, cosa acquistiamo, cosa possiamo o non possiamo permetterci, non per ultimo il nostro conto corrente, sono a portata di mano per coloro che conoscono e sanno leggere i Big Data.

Nonostante ciò, le banche si stanno difendendo a colpi di innovazione, non all’altezza di ciò che Amazon, ad esempio, ha accumulato in termini di informazioni dalla sua nascita nel 1994 e considerando la sua veloce crescita, che ha fatto di essa l’azienda con lo sviluppo più sostenuto e con la capitalizzazione più alta della storia.

Stiamo parlando di una prospettiva storica in cui gli istituti finanziari tradizionali non avranno più margini di guadagno.

Quindi, per far parte del cambiamento, con le due direttive (MiFid II e Psd2) e la diffusione della tecnologia (intelligenza artificiale – IA), è necessario un veloce processo di adeguamento con l’introduzione di piattaforme per la distribuzione di prodotti e servizi finanziari capaci di elaborare i Big Data finanziari dei clienti.

Per le aziende si tratta di un vantaggio competitivo non indifferente, utilizzando le informazioni finanziarie dei clienti sapranno muoversi in manovre di marketing cucite addosso ad essi con un vantaggio che torna sugli stessi clienti.

Gli utenti, infatti, con ogni click e spostamento del mouse, contribuiscono giornalmente alla crescita di un enorme database di informazioni globali, che comprende comportamenti di acquisto, stili di vita, dati socio-demografici.

Il vantaggio per le aziende finanziarie sarà quello di riuscire a proporre la soluzione giusta nel momento giusto.

Ma le informazioni, per quanto tracciate, sono anonime, ossia codificate in numeri che identificano una tipologia di utente. A scanso di equivoci e per la serenità dei più sensibili al fattore privacy, il Regolamento Generale per la protezione dei dati personali (GDPR) prevede il cd diritto alla portabilità dei dati, ossia la possibilità per il consumatore di richiedere i propri dati personali a disposizione del titolare del trattamento, ma in formato leggibile da un elaboratore.

I dati sono dell’utente che può decidere chi li può gestire. In questo modo l’interessato può decidere di trasmettere i dati ad un altro titolare del trattamento, come ad un altra azienda, portandoli in “dote” quando si inizia una nuova relazione di business.

Dunque, Google e Facebook mettono a disposizione gratuitamente i servizi che utilizziamo giornalmente proprio per lo studio dei comportamenti online; in questo modo raccolgono una mole di dati perfettamente in linea con ciò che desidera un utente appena connesso. In questo modo, ci verrà proposto dal web esattamente ciò di cui abbiamo bisogno, chiaramente con un sostanzioso guadagno anche per loro.

E questo, con la richiesta della licenza bancaria, avverrà soprattutto nel mercato del credito e dei pagamenti. Come start up innovativa, siamo felici dell’introduzione delle normative MIFId2 e Psd2, che rendono Fairvalyou uno strumento ancora più aderente alle esigenze dei consulenti finanziari indipendenti e dei loro clienti, per restare al passo dei tempi che cambiano velocemente e soprattutto per mettere al centro del proprio lavoro l’interesse dei cittadini.

Sposiamo il pensiero del padre del marketing contemporaneo, come confermato da un articolo precedente, in cui abbiamo parlato della consapevolezza finanziaria olistica:

“Il marketing olistico è uno spostamento dall’orientamento al prodotto verso l’orientamento al cliente, dal vendere prodotti al soddisfare i clienti.”

Philip Kotler

Condividi sui social:

0 commenti

Ottobre: 2019
L M M G V S D
« Set    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Archivi

Categorie

CONTATTI

Sede legale:
Corso Garibaldi , 37
81030 Falciano del Massico (CE)

 800 90 92 45

CONTENUTI

wtfdivi014-url1
wtfdivi014-url4
wtfdivi014-url7
wtfdivi014-url3
wtfdivi014-url8

CONTATTACI